Welche Fragen wurden vom CC-IG bereits beantwortet?

In der nachfolgenden Zusammenstellung sind die von der Arbeitsgruppe «Stand der Technik» beantworteten Anfragen aufgeführt.

Pressflüssigkeit aus Gemüse- und Obstabfällen (6-2019)

Frage:

Wir sind ein Recycling Unternehmen und haben Kunden die Grünabfälle in einem Presscontainer sammeln. Das Obst und Gemüse hat sehr hohen Flüssigkeitsanteil, dementsprechend sind die Presscontainer sehr schwer. Wir möchten vor den Presscontainer eine Entwässerungspresse platzieren. Nun meine Frage: darf man Flüssigkeit von Gemüse und Obst normal in das Abwasser leiten? Oder muss man diese Flüssigkeit irgendwie Filtern? Kennen Sie solche Anwendungen?

 

Antwort:

Wir nehmen Bezug auf Ihre Anfrage vom 28. Juni 2019 im VSA Forum des CC Industrie und Gewerbe zum Thema Stand der Technik.

Bei der nachfolgenden Beantwortung Ihrer Anfrage handelt es sich um die Fachmeinung des VSA. Zuständig für den Vollzug ist die jeweilige kantonale Fachstelle.

  1. Um den Flüssigkeitsanteil bei Gemüse- und Obstabfällen zu reduzieren, sollen diese Abfälle gepresst und die Pressflüssigkeit in die Schmutzwasserkanalisation entsorgt werden. Ist das zulässig?
    Es gilt das Verbot der Abfallentsorgung mit dem Abwasser. In der Praxis ist die Unterscheidung zwischen Abwasser und flüssigem Abfall nicht immer leicht. Deshalb hat der VSA im April 2016 das VSA-Merkblatt «Ist es Abwasser? Ist es Abfall?» veröffentlicht. Die Pressflüssigkeit aus Gemüse- und Obstabfällen ist kein Abwasser, sondern ein flüssiger Abfall und somit ist die Entsorgung in die Kanalisation nicht konform mit dem Gesetz.
  2. Muss die Pressflüssigkeit aus Gemüse- und Obstabfällen verwertet (gefiltert, behandelt) werden?
    Da es sich bei der Pressflüssigkeit aus Gemüse- und Obstabfällen um flüssigen Abfall handelt, muss er verwertet werden.
  3. Kennen Sie solche Anwendungen?
    Die Pressflüssigkeit aus Gemüse- und Obstabfällen kann zu Biogas verwertet werden. Entweder in einer Biogasanlage (externe oder betriebseigene Anlage) oder im Faulturm einer Kläranlage.

 

Zudem verweisen wir auf den Leitfaden und das Merkblatt «Abwasser aus Gemüse verarbeitenden Betrieben». Beachten Sie dabei, dass die Pressflüssigkeit aus Gemüse- und Obstabfällen kein Abwasser, sondern ein flüssiger Abfall ist.

 

Gesetzliche Grundlagen

Bundesgesetz über den Schutz der Gewässer SR 814.22

Art 4 Definition Abwasser

Das durch häuslichen, industriellen, gewerblichen, landwirtschaftlichen oder sonstigen Gebrauch veränderte Wasser, ferner das in der Kanalisation stetig damit abfliessende Wasser sowie das von bebauten oder befestigten Flächen abfliessende Niederschlagswasser.

Umweltschutzgesetz SR 814.01

Art. 7 Definitionen

Abfälle sind bewegliche Sachen, deren sich der Inhaber entledigt oder deren Entsorgung im öffentlichen Interesse geboten ist. Die Entsorgung der Abfälle umfasst ihre Verwertung oder Ablagerung sowie die Vorstufen Sammlung, Beförderung, Zwischenlagerung und Behandlung. Als Behandlung gilt jede physikalische, chemische oder biologische Veränderung der Abfälle

 

Für weitere Fragen stehen wir Ihnen gerne zur Verfügung, bitte wenden Sie sich dazu an Herrn Bruno Mancini (Tel.G. 062 835 34 18 oder Email [email protected]).

Smaltimento postazione di lavaggio veicoli per la raccolta dei rifiuti (5-2019)

Domanda:

Lo smaltimento delle acque di una postazione di lavaggio di veicoli per la raccolta dei rifiuti fa sorgere qualche interrogativo. Durante l’operazione di raccolta il veicolo compatta i sacchi dei rifiuti in un sistema di compattamento o compressione (v. anche qui). La composizione delle acque di scarico prodotte può essere molto diversa (se qualcuno smaltisce batterie, liquidi nocivi per le acque o sostanze tossiche nei sacchi dei rifiuti urbani). Si può supporre che le acque di scarico siano inquinate per la presenza di sostanze nocive per l’ambiente e le acque.

A quale trattamento preliminare si devono sottoporre queste acque di scarico? I camion vengono spruzzati e puliti ad alta pressione esternamente e internamente (volume di carico).

 

Risposta:

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.

 

Dal momento che, durante la pulizia dei veicoli per la raccolta dei rifiuti, vengono prodotte acque di scarico molto diverse, probabilmente persino inquinate per la presenza di sostanze tossiche (biocidi, ecc.) e oli emulsionati, per la sicurezza dell’esercizio e la protezione delle acque il trattamento più indicato per le acque di scarico è un classico impianto di separazione chimica. A nostro avviso questa è la soluzione più sicura. Per esperienza sappiamo tuttavia che esistono diverse possibilità.

Esempi concreti di possibili trattamenti preliminari:

  • In due aziende sono stati impiegati classici impianti di separazione chimica. Per quanto in nostra conoscenza, questi impianti funzionano alla perfezione.
  • In un’azienda è stata installata una vasca di decantazione seguita da un separatore di oli minerali. Anche qui non siamo a conoscenza di problemi dovuti all’immissione delle acque di scarico nella canalizzazione delle acque luride. Diversamente dall’impianto di separazione, qui un biocida idrosolubile, ad esempio, non verrebbe trattenuto.
  • Conosciamo un caso in cui le acque di scarico vengono convogliate direttamente nel bunker dell’IIR e qui bruciate con i rifiuti.
  • Nel caso di acque di scarico di diversa composizione si può pensare anche a un’evaporazione sotto vuoto, ma qui bisogna valutare anche i trattamenti successivi (PH, ecc.).
    Con gli evaporatori (Brüdenverdampfern) occorre fare attenzione alla temperatura di immissione.

 

Avvertenza

Nella prassi attuale i bidoni del verde e dei rifiuti domestici delle case private vengono lavati sul posto e le acque di scarico così prodotte vengono smaltite nella canalizzazione delle acque luride attraverso raccoglitori di fanghi. Con questo sistema non siamo a conoscenza di problemi negli impianti di depurazione. È importante la separazione dei rifiuti (sostanze solide) dalle acque di scarico, procedura che viene assicurata dal raccoglitore di fanghi.

 

Restiamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18; [email protected]).

Smaltimento di impianti di autolavaggio (4-2019)

Domanda:

Sto progettando un impianto di autolavaggio nel cantone di Zurigo e le quattro postazioni dovrebbero scaricare attraverso un pozzetto.

Non sono sicuro se, per il dimensionamento dei singoli pozzetti (diametro e profondità), sia possibile utilizzare la stessa formula riportata in “Impianti per lo smaltimento delle acque dei fondi - Progettazione ed esecuzione”.

Ho una superficie di 34 m2, che corrisponderebbe a un valore di deflusso di 1,02 l/s. Ma dal momento che possono essere lavate parecchie auto al giorno, non sono sicuro se questa formula vada bene.
Potreste darmi qualche indicazione?

 

Risposta:

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.
Responsabile dell’esecuzione è il servizio specializzato cantonale. La decisione sulla procedura compete pertanto al servizio specializzato.


Stato della tecnica per gli impianti di autolavaggio

Dimensionamento raccoglitore di fanghi
Per il dimensionamento consigliamo di rivolgervi a un fornitore di sistemi per il trattamento preliminare delle acque reflue, oppure a un ufficio tecnico; in alternativa è possibile eseguire il calcolo previsto dalla norma svizzera SN 592 000. In base alla direttiva e alla guida pratica sullo smaltimento delle acque meteoriche del Cantone di Zurigo (Richtlinie und Praxishilfe Regenwasserentsorgung), le postazioni di lavaggio industriali devono essere coperte. Per il dimensionamento si deve pertanto considerare solo l’acqua utilizzata per il lavaggio. Per ogni ciclo di lavaggio si contano 150 litri di acqua, corrispondenti a 15 l/min per postazione di lavaggio. Quindi, in presenza di quattro postazioni sono 60 l/m o 1,0 l/s. Per le postazioni di lavaggio si applicano i requisiti più severi (velocità di discesa 18 m/h e tempo di permanenza 120 s), per cui secondo la norma SN 592 000 (Cap. 7.6.3) si dovrà prevedere almeno un pozzetto standard (raccoglitore di fanghi) di diametro 0,60 m e una profondità utile di 1,1 m.

Smaltimento di postazioni di autolavaggio
Viene fatta distinzione tra postazioni di autolavaggio

  1. utilizzate esclusivamente per la pulizia della carrozzeria o
  2. lavaggio di motore e telaio

Il trattamento preliminare necessario per le acque reflue è descritto alle pagine 8 e 9 del Manuale per la tutela dell’ambiente nel settore dell’auto e delle carrozzerie, oppure al capitolo 6 della norma SN 592 000.

 
Raccomandazioni, note tecniche, informazioni
Si rimanda ai seguenti documenti:

 

Basi giuridiche

  • Legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (Legge sulla protezione dell’ambiente, LPAmb); RS 814.01
  • Legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (Legge federale sulla protezione delle acque, LPAc); RS 814.20
  • Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) del 28 ottobre 1998; RS 814.201
  • Regolamento edilizio e regolamento delle acque di scarico del comune

 

Für weitere Fragen stehen wir Ihnen gerne zur Verfügung, bitte wenden Sie sich dazu an Herrn Bruno Mancini (Tel.G. 062 835 34 18 oder Email [email protected]).

Trattamento preliminare delle acque di scarico delle lavanderie (3-2019)

Questione:

Gestisco alcune lavanderie nel nostro Cantone. Nella maggior parte dei casi non viene effettuato un vero e proprio trattamento preliminare delle acque di scarico e i valori limite per l’immissione nelle canalizzazioni sono rispettati. Solo una lavanderia filtra i “pelucchi” prima dell’immissione nella canalizzazione.

Vorrei sapere se esiste uno stato della tecnica per il trattamento delle acque reflue delle lavanderie

 

Risposta:

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.Responsabile dell’esecuzione è il servizio specializzato cantonale. La decisione sulla procedura compete a voi.

 

Stato della tecnica per le acque di scarico di lavanderie.

Nelle lavanderie viene spesso fatta distinzione tra “capi bianchi” e “capi blu”. Mentre le acque di scarico prodotte dai capi bianchi possono essere immesse nel sistema comunale di smaltimento delle acque dopo la separazione dei solidi in sospensione (sfilacci, pelucchi, bottoni ecc.) e l’eventuale neutralizzazione (valore pH dopo la miscelazione nella canalizzazione tra 6,5 e 9,0), le acque di scarico prodotte dai capi blu contengono olio e metalli, motivo per cui devono essere sottoposte a ulteriore trattamento. Un altro aspetto importante sono le dimensioni dell’impianto di depurazione. Nei piccoli impianti di depurazione le acque di scarico di una lavanderia possono causare problemi (schiuma, valori pH elevati in entrata, depositi di calcare ecc.).

Per quanto riguarda lo stato della tecnica, si deve in genere tenere conto dei punti seguenti:

  1. Allestire un sistema per la separazione dei corpi solidi come pelucchi, sfilacci, bottoni ecc. Senza separazione dei corpi solidi ogni anno arrivano all’impianto di depurazione tonnellate di solidi in sospensione. Il sistema di separazione protegge inoltre gli impianti per il recupero del calore.
  2. Recupero di calore
    In genere le acque di scarico provenienti dal lavaggio hanno una temperatura superiore a 60°C. Gli scambiatori di calore o le pompe di calore sottraggono calore alle acque di scarico e lo mandano all’acqua fresca.
    Nel locale compressori e pompe e nel capannone di produzione è inoltre presente una notevole quantità di calore dissipato dagli impianti che, con l’utilizzo di pompe di calore, può essere utilizzato per riscaldare l’acqua fresca.
  3. Neutralizzazione
    Il valore pH delle acque di scarico delle lavanderie è in genere superiore a pH 9.0. Se la miscelazione nella canalizzazione non è sufficiente per portare il valore pH a un valore compreso tra 6,5 e 9,0, l’impianto di depurazione può presentare delle anomalie. Quando il valore pH è elevato, c’è il rischio di maggiori depositi su piastre di ventilazione, condotte e vasche, con un maggiore consumo di energia durante la ventilazione e maggiori spese per la rimozione dei depositi. In questi casi è necessario installare un sistema di neutralizzazione.
  4. Separazione di idrocarburi
    Nel trattamento dei capi blu (strofinacci del settore auto e lavorazione metalli, ecc.) si formano gli idrocarburi. Le quantità di idrocarburi possono essere notevoli, per cui conviene raccoglierli e utilizzarli per riscaldare. Il requisito di 20 mg/l di idrocarburi all’immissione nelle canalizzazioni deve essere rispettato (OPAc, Allegato 3.2).
  5. Separazione di metalli
    Nel trattamento dei capi blu (strofinacci del settore auto e lavorazione metalli, ecc.) si formano elevate concentrazioni di metalli. Una volta accertata la situazione, prevedere sistemi di trattamento preliminare adeguati (precipitazione/flocculazione, scambiatori di ioni, elettrodialisi ecc.).

 

Raccomandazioni, note tecniche, informazioni

Si rimanda ai seguenti documenti:


Basi giuridiche

  • Legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (Legge sulla protezione dell’ambiente, LPAmb); RS 814.01
  • Legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (Legge federale sulla protezione delle acque, LPAc); RS 814.20
  • Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) del 28 ottobre 1998; RS 814.201
  • Regolamento edilizio e regolamento delle acque di scarico del comune

 

Restiamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18; [email protected]).

Nuova tecnologia per la depurazione delle acque di scarico dei prodotti lattiero-caseari (1-2019)

Questione:

Siamo stati contattati dall’azienda Bioway, che tesse le lodi di una tecnologia innovativa molto promettente.

Questa azienda è conosciuta?

Questa tecnologia è provata e affidabile?

Risposta:

Risposta del Gruppo di lavoro VSA Stato della tecnica

Non conosciamo la Bioway, per cui ci siamo messi in contatto telefonico con questa azienda. La tecnologia AOP (“Advanced Oxidation Processes”) è stata provata in vari test di laboratorio e progetti pilota. Oltre alla procedura adottata dalla Bioway, viene definita procedura AOP anche il trattamento con UV/H2O2. Non siamo a conoscenza di impianti industriali della Bioway. La vostra richiesta si riferisce pertanto a una procedura che in Svizzera non è stata ancora collaudata, motivo per cui è stata inoltrata al team centrale del CC Industria e artigianato della VSA. Questo organismo valuterà la richiesta e, al più tardi entro quattro settimane, comunicherà se la procedura è ritenuta idonea o se devono essere avviati ulteriori lavori del CC Industria e artigianato.

La valutazione della VSA è un parere tecnico. La decisione in merito all’esecuzione compete in ogni caso al servizio specializzato cantonale.

Restiamo a completa disposizione; per qualsiasi chiarimento rivolgersi a Bruno Mancinii (Tel.Ufficio. 062 835 34 18 oppure via e-mail [email protected]).

 

Risposta del team centrali del CC Industria e artigianato della VSA

Tecnologia della Bioway

La procedura è nota da tempo. Essa si basa sulla produzione elettrolitica di radicali OH su anodi in ferro. Contestualmente il ferro si stacca dall’anodo ed è disponibile per la precipitazione. La procedura è stata adottata circa 20 anni fa da un’azienda nel cantone di Lucerna e scartata dopo breve tempo. La produzione di radicali è molto bassa e i costi d’esercizio elevati. L’esito è stato inferiore alle aspettative. Un altro metodo per la produzione di radicali OH è la tecnica UV/H2O2 (applicato in un’azienda per trattamenti galvanici nel cantone di Lucerna, agenti complessanti nelle acque di scarico). Pur ottenendo una migliore produzione di radicali, è un metodo comunque molto costoso con un elevato consumo di energia. Poi c’è anche il processo di Fenton con sali di ferro bivalenti a basso valore pH (l’elettrolisi della Bioway si basa sullo stesso principio). Anche in questo caso la produzione di radicali è molto bassa.

I radicali OH funzionano molto bene per la decomposizione delle sostanze refrattarie. Il tempo di trattamento è in ogni caso molto lungo (da 16 a 24 h).
Utilizzare questo metodo per le acque di scarico della lavorazione del latte ha poco senso. Le acque di scarico nel settore lattiero-caseario contengono prevalentemente sostanze facilmente biodegradabili come lattosio, proteine e grassi che, con i radicali OH, ossiderebbero abbastanza celermente; tuttavia, se si considera il carico elevato delle acque di scarico, sono necessarie ingenti quantità di radicali (con i corrispondenti costi). Il contenuto energetico delle sostanze presenti nelle acque reflue andrebbe inoltre sprecato. La procedura adottata dalle grandi aziende che trattano il latte è la seguente: stadio anaerobico, flottazione e, se necessario, biologia aerobica a valle. Lo stadio anaerobico (considerato il breve tempo di permanenza di alcune ore) decompone soprattutto il lattosio, che viene convertito in metano e CO2; il metano viene poi utilizzato. La flottazione rimuove i grassi e le proteine denaturate, lo stadio aerobico il resto. L’efficienza della degradazione del COD (domanda chimica di ossigeno) varia dal 96 al 98%. I costi (ammortamento e costi d’esercizio) si aggirano sui CHF 3/m3. Utilizzando il gas e risparmiando sulla tassa sull’IDA, le aziende risparmiano notevolmente.

Il metodo della Bioway per le acque reflue prodotte dal trattamento del latte molto probabilmente non è soggetto ad autorizzazione. Se le sostanza refrattarie dovessero continuare a rappresentare un problema dopo il trattamento biologico convenzionale, i metodi con i radicali OH o il carbone attivo o l’ozono potrebbero rappresentare un trattamento successivo idoneo.

La valutazione del team centrale del CC Industria e artigianato della VSA è un parere tecnico. La decisione in merito all’esecuzione compete in ogni caso al servizio specializzato cantonale.
Restiamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

Rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18; [email protected]).

Procedura di autorizzazione per i riscaldamenti temporanei a olio (12-2018)

Domanda:

 

Esiste una procedura di autorizzazione per i riscaldamenti temporanei a olio?

In caso affermativo, dipende dalla durata di utilizzo?

Esistono prescrizioni relative al controllo dei riscaldamenti (regolarità)?

Risposta:

Rispondiamo alle domande facendo riferimento all’aspetto della protezione delle acque. La VSA non si occupa dei settori Igiene dell'aria ed energia.

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.

 

Il serbatoio dell’olio da riscaldamento è soggetto all’obbligo di annuncio o di autorizzazione. Su richiesta dell’autorità cantonale gli impianti devono essere annunciati o approvati. Nel Canton Argovia, ad esempio, gli impianti di deposito temporaneo sono soggetti all’obbligo di annuncio e, se vengono utilizzati per più di sei mesi nello stesso luogo, diventano soggetti all’obbligo di autorizzazione.

L’articolo 22 della Legge federale sulla protezione delle acque (Legge sulla protezione delle acque, LPAc) descrive le esigenze concernenti i liquidi pericolosi per le acque. I punti più importanti dell’articolo 22 sono riportati brevemente di seguito:

  • I detentori di impianti contenenti liquidi che costituiscono un pericolo per le acque devono provvedere affinché le opere e le apparecchiature necessarie alla protezione delle acque vengano realizzate e regolarmente controllate e che il loro esercizio e la loro manutenzione siano ineccepibili.
  • La costruzione, la modificazione, il controllo, il riempimento, la manutenzione, lo svuotamento e la messa fuori servizio degli impianti contenenti liquidi che costituiscono un pericolo per le acque possono essere effettuati solo da persone che, in virtù della loro formazione, del loro equipaggiamento e della loro esperienza, sono in grado di garantirne la conformità allo stato della tecnica.
  • I detentori di un impianto contenente liquidi che costituiscono un pericolo per le acque o le persone incaricate del suo esercizio o della sua manutenzione segnalano immediatamente alla polizia di protezione delle acque ogni fuoriuscita di liquidi. Inoltre, mettono spontaneamente in atto tutte le misure che si possono ragionevolmente pretendere per combattere i rischi d’inquinamento delle acque.

 

La Conferenza dei capi dei servizi per la protezione dell’ambiente della Svizzera (CCA) ha pubblicato una scheda relativa all’obbligo di autorizzazione, di annuncio e di controllo

Su questo sito Internet si trovano ulteriori indicazioni sull’utilizzazione degli impianti di deposito e dei liquidi pericolosi per le acque.

Abbattimento polveri/fumi da combustione (10-2018)

Questione:

in allegato trovi una raccomandazione della VSA del 2015 concernente i filtri per il particolato fine prodotto dai riscaldamenti a legna, raccomandazione applicabile per analogia anche ai ristoranti, in particolare alle pizzerie.

Nel documento si raccomanda di eliminare le polveri in forma secca e di non evacuarle in canalizzazione dopo il loro abbattimento per via umida.

Volevo chiederti se nel frattempo la VSA ha approfondito la questione, ad esempio suggerendo degli impianti di pretrattamento di queste acque di abbattimento dei fumi/polveri, che nel caso delle pizzerie possono davvero essere abbondanti (fuliggine, IPA, grassi, ecc.).

Risposta:

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.

Aspetti tecnici

Nella pulizia dei forni per pizza distinguiamo tre tipi di pulizia:  

  1. Forni a legna con abbattitori di polveri sottili
    Nei forni a legna con abbattitori di polveri sottili bisogna assicurarsi che le polveri filtrate siano smaltite in forma secca insieme alla normale cenere della legna e non evacuate nelle canalizzazioni. Per i forni a legna provvisti di filtro autopulente per via umida è necessario un trattamento preliminare delle acque di scarico (secondo la raccomandazione VSA «Selbstreinigende Feinstaubfilter für Holzfeuerungen» (filtri autopulenti per polveri fini per forni a legna). Il pretrattamento potrebbe avvenire in un impianto di pirolisi.
  2. Pulizia giornaliera da parte del personale d’esercizio
    Durante la pulizia giornaliera eseguita dal personale d'esercizio si producono rifiuti solidi e acque di scarico. I rifiuti solidi non devono essere smaltiti nelle canalizzazioni, ma con i rifiuti domestici. L'acqua di scarico deve essere eliminata come le acque di scarico delle cucine industriali. Quindi, in caso di acque di scarico grasse e più di 300 pasti al giorno, attraverso un separatore di grasso (v. Norma svizzera 592'000:2012).
  3. Pulizia alcalina a cura dello spazzacamino
    Durante la pulizia vengono prodotti rifiuti liquidi che non devono essere immessi nella canalizzazione. I residui secchi possono essere conferiti nei rifiuti domestici. I residui liquidi devono essere raccolti e ritirati nelle aziende spazzacamino di società di smaltimento riconosciute, quindi smaltiti a regola d'arte; in alternativa lo spazzacamino tratta i residui nella propria azienda attraverso un proprio impianto approvato per il trattamento preliminare delle acque di scarico.
    Le acque alcaline risultanti dalla pulizia dei camini e dei forni da pizza sono considerate rifiuti speciali e possono essere conferite solo ad aziende di smaltimento autorizzate a ritirare questo tipo di rifiuti. Le aziende che conferiscono rifiuti speciali per lo smaltimento devono disporre di un numero d'esercizio secondo l'Ordinanza sul traffico di rifiuti (OTRif) che può essere richiesto al servizio specializzato cantonale.

Aspetti concernenti l'esecuzione

Oltre agli aspetti tecnici, per l'esecuzione è importante anche il numero di forni da pizza presenti nel bacino imbrifero dell'impianto di depurazione e le dimensioni dell'impianto di depurazione. Compete all'autorità esecutiva tenere conto delle particolarità locali.

Basi legali:

  • OPAc, art. 10, Divieto di smaltimento dei rifiuti insieme alle acque di scarico
  • OPAc, Allegato  3.2 e allegato 3.3
  • LPAc art. 4, definizione di acque di scarico
  • LPAmb,  art. 7, Definizioni

Rimozione di alghe, muschio, funghi e licheni da componenti esterni (10-2018)

Questione:

Sappiamo che diversi pittori nel nostro cantone utilizzano i prodotti ABBAclean e ABBAmousse per la rimozione durevole di alghe, muschio, funghi e licheni da componenti esterni. Quali misure si devono adottare durante l'utilizzo di questo prodotto all'aperto (per proteggere l'ambiente)?

 

Risposta:

La seguente risposta alla vostra richiesta è un parere tecnico della VSA.

 

Per la pulizia di facciate, quindi anche in caso di utilizzo dei prodotti ABBAclean e ABBAmousse, si raccomanda di rispettare le seguenti condizioni e adottare le seguenti misure:

Condizioni/misure

  1. Le acque di scarico prodotte dalla pulizia delle facciate non devono essere disperse.
  2. Dove non è presente un fondo compatto, raccogliere l'acqua di scarico prodotta dalla pulizia utilizzando mezzi idonei (fogli di plastica, ecc.).
  3. Non versare le acque di scarico nei corsi d'acqua.
  4. Verificare dove scaricano pozzetti, grondaie, ecc. I pozzetti/gli scarichi delle acque meteoriche devono essere chiusi/resi ermetici.
  5. Le acque di scarico delle pulizie devono essere immesse nella canalizzazione delle acque luride previo accordo con le autorità (attenzione in caso di piccoli IDA). Valgono i requisiti previsti dall'allegato 3.2 dell'OPAc

Allego inoltre il promemoria relativo alla pulizia delle facciate pubblicato dal Cantone di Basilea Città, nel quale sono presenti avvertenze pratiche.

Basi legali

  • LPAc, art. 6, cpv. 1
    «È vietato introdurre direttamente o indirettamente o lasciare infiltrarsi nelle acque sostanze che possono inquinarle».
  • LPAc, art. 7, cpv. 1
    «Le acque di scarico inquinate devono essere trattate. Possono essere immesse o lasciate infiltrare nelle acque solo con il permesso dell'autorità cantonale.»

 

 

Restiamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18; [email protected]).

Impianto dragante per la rimozione di sabbia e ghiaia, sostituzione trasformatore in olio (6-2018)

Questione:

Su un impianto dragante per la rimozione di sabbia e ghiaia sul lago dei Quattro Cantoni si deve rivedere/sostituire un impianto a media tensione. Il vecchio trasformatore che deve essere rimosso è un trasformatore in olio. Ci si chiede ora se l'Ufficio dell'ambiente consentirà l'installazione di un nuovo trasformatore in olio sulla nave di dragaggio o se, in osservanza dell'ordinanza sulla protezione delle acque (stato della tecnica), potrà essere richiesto un trasformatore in resina.

 

Risposta:

La seguente risposta alla vostra richiesta è un parere tecnico della VSA.

In questo caso non si può fare riferimento allo stato della tecnica. Tuttavia l'articolo 3 della LPAc "Obbligo di diligenza" recita:

Ognuno è tenuto ad usare tutta la diligenza richiesta dalle circostanze al fine di evitare effetti pregiudizievoli alle acque.

Dal punto di vista della protezione delle acque e dell'ambiente è da preferire l'impiego di un trasformatore a secco. Ad esempio un trasformatore in resina, ossia senza olio, ha il vantaggio di ridurre notevolmente il pericolo di incendio e di pericolosità per le acque. Di conseguenza i trasformatori in resina vengono impiegati in quei casi in cui, a causa della vicinanza spaziale a persone o beni di valore, non è possibile installare trasformatori pieni d'olio oppure la loro installazione richiede l'adozione di misure notevoli per la protezione antincendio, ad es. pareti tagliafuoco. Ciò rende superflui anche i dispositivi per la raccolta dell'olio. Questi trasformatori richiedono inoltre pochissima manutenzione, poiché ad esempio non si possono verificare perdite come avviene nei trasformatori con liquido e non emerge il problema dell'idrolisi dell'olio del trasformatore né la necessità di un eventuale trattamento.

Dato il raffreddamento ad aria di un trasformatore a secco, la dissipazione del calore è in genere peggiore rispetto ai trasformatori in liquido. Per questo motivo la gamma di potenza dei trasformatori a secco è in genere compresa tra 50 kVA e 40 MVA.

Trattandosi in questo caso di una sostituzione del trasformatore, diventa difficile installare un trasformatore a secco nello spazio esistente. È prima necessario chiarire l'aspetto della fattibilità tecnica. Lo spazio e la gamma di potenza devono andare bene, altrimenti non è possibile sostituire un trasformatore in olio con un trasformatore a secco.

Anche in caso di nuova costruzione è necessario chiarire la fattibilità tecnica. In caso affermativo, è opportuno utilizzare il trasformatore a secco.

Tuttavia si potrebbe prendere in considerazione anche un trasformatore con olio biodegradabile, come richiede la raccomandazione dell’Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) sulla protezione delle acque durante la costruzione e l’esercizio di impianti elettrici con liquidi nocivi (versione 2.19; AES, Aarau; 1° marzo 2006).

Basi legali:

  • Legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (Legge sulla protezione dell’ambiente, LPAmb); RS 814.01
  • Legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (Legge federale sulla protezione delle acque, LPAc); RS 814.20
  • Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) del 28 ottobre 1998; RS 814.201

 

Restiamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18; [email protected]).

Wo erhalte ich weitere nützliche Informationen zum Stand der Technik?

In der Schweiz erhalten Vollzugsbehörden sowie Industrie- und Gewerbebetriebe Informationen und Hinweise für die Anwendung des Begriffs «Stand der Technik» bei der Beurteilung von Abwässern im Dokument Stand der Technik im Gewässerschutz.
Die eidgenössische Gewässerschutzverordnung (GSchV) vom 28. Oktober 1998 verlangt von den industriellen und gewerblichen Betrieben, dass sie bei den Produktionsprozessen und der Abwasserentsorgung die nach dem Stand der Technik erforderlichen Massnahmen treffen.

Für die EU-Staaten gilt die Richtlinie 96/61/EG des Rates vom 24. September 1996 (IVU-Richtlinie) über die integrierte Vermeidung und Verminderung der Umweltverschmutzung (Directive 96/61/EC – Integrated Pollution Prevention and Control – Directive IPPC).
Der Stand der Technik wird in branchenbezogenen Dokumenten oder Querschnittsdokumenten, sogenannten BREF’s (BAT Reference Documents) festgehalten.

In Deutschland sind die Anforderungen gemäss BVT (Beste Verfügbare Techniken – gleichbedeutend mit Stand der Technik), in den Anhängen der Abwasserverordnung AbwV branchenbezogen aufgeführt. Diese Verordnung soll ausdrücklich der Umsetzung der Richtlinie 96/61/EG dienen.

In Österreich gilt die AAEV, Verordnung über die Allgemeine Begrenzung von Abwasseremissionen in Fliessgewässer oder öffentliche Kanalisationen. Für viele Herkunftsbereiche ist der Stand der Technik in gesonderten Verordnungen, den AEV, abgebildet. Die Auflistung der verschiedenen AEV finden Sie im Rechtsinformationssystem des Bundeskanzleramtes.

Welche nützlichen Dokumente bestehen zum Stand der Technik?

Zielsetzung des vorliegenden Angebotes ist es, dem Benutzer Hinweise zu Dokumenten zu geben, welche für die Bestimmung des Standes der Technik nützlich sein können. Der Entscheid darüber, was zur Zeit Stand der Technik ist, liegt bei der zuständigen Vollzugsbehörde (Art. 15 GSchV).

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