Welche Fragen wurden vom CC-IG bereits beantwortet?

In der nachfolgenden Zusammenstellung sind die von der Arbeitsgruppe «Stand der Technik» beantworteten Anfragen aufgeführt.

Entwässerung von Autowaschanlagen (4-2019)

Frage:

Ich bin an der Planung einer Autowaschanlage im Kanton Zürich und sollte die 4 Waschplätze über einen Hofsammler entwässern.

Nun bin ich nicht sicher ob ich für die Dimensionierung der einzelnen Hofsammlers (Durchmesser + Tiefe) die gleiche Formel wie aus dem „Anlagen für die Liegenschaftsentwässerung – Planung und Ausführung“ benutzen kann.

Meine Fläche beträgt 34 m2 was bedeuten würde, dass es einen Abflusswert von 1.02 l/s ergibt. Da aber am Tag mehrere Auto’s gewaschen werden können, bin ich mir nicht sicher ob diese Formel wirklich stimmt.

Könnten Sie mir vielleicht weiterhelfen?

 

Antwort:

Wir nehmen Bezug auf Ihre Anfrage vom 8. April 2019 im VSA Forum des CC Industrie und Gewerbe zum Thema Stand der Technik.

Bei der nachfolgenden Beantwortung Ihrer Anfrage handelt es sich um die Fachmeinung des VSA.
Zuständig für den Vollzug ist die jeweilige kantonale Fachstelle. Somit entscheided die Fachstelle über die Vorgehensweise.

Stand der Technik bei Autowaschanlagen

Dimensionierung Schlammsammler
Für die Dimensionierung empfehlen wir Ihnen die Anfrage bei einem Lieferanten einer Abwasservorbehandlung. Ansonsten können Sie sich an ein Ingenieurbüro wenden oder die Berechnung gemäss Schweizernorm SN 592'000 durchführen. Gemäss der Richtlinie und Praxishilfe Regenwasserentsorgung des Kantons Zürich müssen gewerbliche Waschplätze überdacht sein. Somit ist für die Dimensionierung nur das Waschwasser relevant. Pro Waschvorgang ist mit 150 Liter Waschwasser zu rechnen. Dies entspricht 15 l/min und Waschplatz. Also bei vier Waschplätzen 60 L/min oder 1,0 l /s. Bei Waschplätzen gelten die erhöhten Anforderungen (Sinkgeschwindigkeit 18 m/h und Aufenthaltszeit 120 s), deshalb ist gemäss SN 592'000 (Kap. 7.6.3) mindestens ein Normschacht (Schlammsammler) mit 0,60m ᴓ und 1,1 m Nutztiefe vorzusehen.

 

Entwässerung von Autowaschplätzen
Es wird unterschieden zwischen Autowaschplätzen,

  1. für ausschliessliche Karosseriereinigung oder
  2. Motor- und Chassiswäschen

Die nötigen Vorbehandlungen des Abwassers sind auf den Seiten 8 und 9 des Merkblattes Umweltschutz in ihrem Betrieb Auto- und Transportgewerbe zu finden oder in der SN 592'000 im Kapitel 6.

 

Empfehlungen, Merkblätter, Informationen
Wir verweisen auf folgende Dokumente:

 

Gesetzliche Grundlagen

  • Bundesgesetz über den Umweltschutz (Umweltschutzgesetz, USG) vom 7. Oktober 1983; SR 814.01
  • Bundesgesetz über den Schutz der Gewässer (Gewässerschutzgesetz, GSchG) vom 24. Januar 1991; SR 814.20
  • Gewässerschutzverordnung (GSchV) vom 28. Oktober 1998; SR 814.201
  • Kommunale Bauordnung und Abwasserreglement

 

Für weitere Fragen stehen wir Ihnen gerne zur Verfügung, bitte wenden Sie sich dazu an Herrn Bruno Mancini (Tel.G. 062 835 34 18 oder Email [email protected]).

Trattamento preliminare delle acque di scarico delle lavanderie (3-2019)

Questione:

Gestisco alcune lavanderie nel nostro Cantone. Nella maggior parte dei casi non viene effettuato un vero e proprio trattamento preliminare delle acque di scarico e i valori limite per l’immissione nelle canalizzazioni sono rispettati. Solo una lavanderia filtra i “pelucchi” prima dell’immissione nella canalizzazione.

Vorrei sapere se esiste uno stato della tecnica per il trattamento delle acque reflue delle lavanderie

 

Risposta:

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.Responsabile dell’esecuzione è il servizio specializzato cantonale. La decisione sulla procedura compete a voi.

 

Stato della tecnica per le acque di scarico di lavanderie.

Nelle lavanderie viene spesso fatta distinzione tra “capi bianchi” e “capi blu”. Mentre le acque di scarico prodotte dai capi bianchi possono essere immesse nel sistema comunale di smaltimento delle acque dopo la separazione dei solidi in sospensione (sfilacci, pelucchi, bottoni ecc.) e l’eventuale neutralizzazione (valore pH dopo la miscelazione nella canalizzazione tra 6,5 e 9,0), le acque di scarico prodotte dai capi blu contengono olio e metalli, motivo per cui devono essere sottoposte a ulteriore trattamento. Un altro aspetto importante sono le dimensioni dell’impianto di depurazione. Nei piccoli impianti di depurazione le acque di scarico di una lavanderia possono causare problemi (schiuma, valori pH elevati in entrata, depositi di calcare ecc.).

Per quanto riguarda lo stato della tecnica, si deve in genere tenere conto dei punti seguenti:

  1. Allestire un sistema per la separazione dei corpi solidi come pelucchi, sfilacci, bottoni ecc. Senza separazione dei corpi solidi ogni anno arrivano all’impianto di depurazione tonnellate di solidi in sospensione. Il sistema di separazione protegge inoltre gli impianti per il recupero del calore.
  2. Recupero di calore
    In genere le acque di scarico provenienti dal lavaggio hanno una temperatura superiore a 60°C. Gli scambiatori di calore o le pompe di calore sottraggono calore alle acque di scarico e lo mandano all’acqua fresca.
    Nel locale compressori e pompe e nel capannone di produzione è inoltre presente una notevole quantità di calore dissipato dagli impianti che, con l’utilizzo di pompe di calore, può essere utilizzato per riscaldare l’acqua fresca.
  3. Neutralizzazione
    Il valore pH delle acque di scarico delle lavanderie è in genere superiore a pH 9.0. Se la miscelazione nella canalizzazione non è sufficiente per portare il valore pH a un valore compreso tra 6,5 e 9,0, l’impianto di depurazione può presentare delle anomalie. Quando il valore pH è elevato, c’è il rischio di maggiori depositi su piastre di ventilazione, condotte e vasche, con un maggiore consumo di energia durante la ventilazione e maggiori spese per la rimozione dei depositi. In questi casi è necessario installare un sistema di neutralizzazione.
  4. Separazione di idrocarburi
    Nel trattamento dei capi blu (strofinacci del settore auto e lavorazione metalli, ecc.) si formano gli idrocarburi. Le quantità di idrocarburi possono essere notevoli, per cui conviene raccoglierli e utilizzarli per riscaldare. Il requisito di 20 mg/l di idrocarburi all’immissione nelle canalizzazioni deve essere rispettato (OPAc, Allegato 3.2).
  5. Separazione di metalli
    Nel trattamento dei capi blu (strofinacci del settore auto e lavorazione metalli, ecc.) si formano elevate concentrazioni di metalli. Una volta accertata la situazione, prevedere sistemi di trattamento preliminare adeguati (precipitazione/flocculazione, scambiatori di ioni, elettrodialisi ecc.).

 

Raccomandazioni, note tecniche, informazioni

Si rimanda ai seguenti documenti:


Basi giuridiche

  • Legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (Legge sulla protezione dell’ambiente, LPAmb); RS 814.01
  • Legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (Legge federale sulla protezione delle acque, LPAc); RS 814.20
  • Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) del 28 ottobre 1998; RS 814.201
  • Regolamento edilizio e regolamento delle acque di scarico del comune

 

Restiamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18; [email protected]).

Nuova tecnologia per la depurazione delle acque di scarico dei prodotti lattiero-caseari (1-2019)

Questione:

Siamo stati contattati dall’azienda Bioway, che tesse le lodi di una tecnologia innovativa molto promettente.

Questa azienda è conosciuta?

Questa tecnologia è provata e affidabile?

Risposta:

Risposta del Gruppo di lavoro VSA Stato della tecnica

Non conosciamo la Bioway, per cui ci siamo messi in contatto telefonico con questa azienda. La tecnologia AOP (“Advanced Oxidation Processes”) è stata provata in vari test di laboratorio e progetti pilota. Oltre alla procedura adottata dalla Bioway, viene definita procedura AOP anche il trattamento con UV/H2O2. Non siamo a conoscenza di impianti industriali della Bioway. La vostra richiesta si riferisce pertanto a una procedura che in Svizzera non è stata ancora collaudata, motivo per cui è stata inoltrata al team centrale del CC Industria e artigianato della VSA. Questo organismo valuterà la richiesta e, al più tardi entro quattro settimane, comunicherà se la procedura è ritenuta idonea o se devono essere avviati ulteriori lavori del CC Industria e artigianato.

La valutazione della VSA è un parere tecnico. La decisione in merito all’esecuzione compete in ogni caso al servizio specializzato cantonale.

Restiamo a completa disposizione; per qualsiasi chiarimento rivolgersi a Bruno Mancinii (Tel.Ufficio. 062 835 34 18 oppure via e-mail [email protected]).

 

Risposta del team centrali del CC Industria e artigianato della VSA

Tecnologia della Bioway

La procedura è nota da tempo. Essa si basa sulla produzione elettrolitica di radicali OH su anodi in ferro. Contestualmente il ferro si stacca dall’anodo ed è disponibile per la precipitazione. La procedura è stata adottata circa 20 anni fa da un’azienda nel cantone di Lucerna e scartata dopo breve tempo. La produzione di radicali è molto bassa e i costi d’esercizio elevati. L’esito è stato inferiore alle aspettative. Un altro metodo per la produzione di radicali OH è la tecnica UV/H2O2 (applicato in un’azienda per trattamenti galvanici nel cantone di Lucerna, agenti complessanti nelle acque di scarico). Pur ottenendo una migliore produzione di radicali, è un metodo comunque molto costoso con un elevato consumo di energia. Poi c’è anche il processo di Fenton con sali di ferro bivalenti a basso valore pH (l’elettrolisi della Bioway si basa sullo stesso principio). Anche in questo caso la produzione di radicali è molto bassa.

I radicali OH funzionano molto bene per la decomposizione delle sostanze refrattarie. Il tempo di trattamento è in ogni caso molto lungo (da 16 a 24 h).
Utilizzare questo metodo per le acque di scarico della lavorazione del latte ha poco senso. Le acque di scarico nel settore lattiero-caseario contengono prevalentemente sostanze facilmente biodegradabili come lattosio, proteine e grassi che, con i radicali OH, ossiderebbero abbastanza celermente; tuttavia, se si considera il carico elevato delle acque di scarico, sono necessarie ingenti quantità di radicali (con i corrispondenti costi). Il contenuto energetico delle sostanze presenti nelle acque reflue andrebbe inoltre sprecato. La procedura adottata dalle grandi aziende che trattano il latte è la seguente: stadio anaerobico, flottazione e, se necessario, biologia aerobica a valle. Lo stadio anaerobico (considerato il breve tempo di permanenza di alcune ore) decompone soprattutto il lattosio, che viene convertito in metano e CO2; il metano viene poi utilizzato. La flottazione rimuove i grassi e le proteine denaturate, lo stadio aerobico il resto. L’efficienza della degradazione del COD (domanda chimica di ossigeno) varia dal 96 al 98%. I costi (ammortamento e costi d’esercizio) si aggirano sui CHF 3/m3. Utilizzando il gas e risparmiando sulla tassa sull’IDA, le aziende risparmiano notevolmente.

Il metodo della Bioway per le acque reflue prodotte dal trattamento del latte molto probabilmente non è soggetto ad autorizzazione. Se le sostanza refrattarie dovessero continuare a rappresentare un problema dopo il trattamento biologico convenzionale, i metodi con i radicali OH o il carbone attivo o l’ozono potrebbero rappresentare un trattamento successivo idoneo.

La valutazione del team centrale del CC Industria e artigianato della VSA è un parere tecnico. La decisione in merito all’esecuzione compete in ogni caso al servizio specializzato cantonale.
Restiamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

Rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18; [email protected]).

Bewilligungsverfahren für temporäre Ölheizungen (12-2018)

Frage:

Wir erhalten immer wieder Anfragen von ausländischen Firmen bezüglich temporären Ölheizungen z.B. für Festzelte oder Bautrocknungsanlagen.In der Beilage senden wir Ihnen das Mail inkl. Foto einer solchen Anlage. Wir wären Ihnen dankbar, wenn Sie uns die untenstehenden Fragen beantworten könnten. Uns ist nicht klar, wie wir solche Anfragen zukünftig korrekt beantworten. Wie wird mit solche Anlagen in anderen Kantonen umgegangen?

Gibt es ein Bewilligungsverfahren für temporäre Ölheizungen?
Wenn ja, ist es abhängig von der Nutzungsdauer?
Gibt es Vorschriften über die Prüfung der Heizungen ( Regelmäßigkeit) ?

Antwort:

Wir nehmen Bezug auf Ihre Anfrage vom 17. Dezember 2018 und beantworten diese aus Sicht des Gewässerschutzes. Die Bereiche Lufthygiene und Energie werden nicht vom VSA behandelt.

Bei der nachfolgenden Beantwortung Ihrer Anfrage handelt es sich um die Fachmeinung des VSA.

Der Heizöltank untersteht grundsätzlich der Melde- oder Bewilligungspflicht. Die Anlagen sind nach Anordnung der kantonalen Behörde zu melden oder bewilligen zu lassen. Im Kanton Aargau beispielsweise, sind temporäre Tankanlagen meldepflichtig und wenn diese länger als sechs Monate am gleichen Ort betrieben werden bewilligungspflichtig.

Im Bundesgesetz über den Schutz der Gewässer (Gewässerschutzgesetz, GSchG) wird in Artikel 22 der Umgang mit wassergefährdender Flüssigkeit umschrieben. Nachfolgend das Wichtigste aus Artikel 22:

  • Die Inhaber von Anlagen mit wassergefährdenden Flüssigkeiten müssen dafür sorgen, dass die zum Schutz der Gewässer erforderlichen baulichen und apparativen Vorrichtungen erstellt, regelmässig kontrolliert und einwandfrei betrieben und gewartet werden.
  • Anlagen mit wassergefährdenden Flüssigkeiten dürfen nur von Personen erstellt, geändert, kontrolliert, befüllt, gewartet, entleert und ausser Betrieb gesetzt werden, die auf Grund ihrer Ausbildung, Ausrüstung und Erfahrung gewährleisten, dass der Stand der Technik eingehalten wird.
  • Stellen der Inhaber einer Anlage mit wassergefährdenden Flüssigkeiten oder die mit dem Betrieb oder der Wartung betrauten Personen einen Flüssigkeitsverlust fest, so melden sie dies unverzüglich der Gewässerschutzpolizei. Sie treffen von sich aus alle Massnahmen, die ihnen zugemutet werden können, um drohende Gewässerverunreinigungen zu verhindern.

Die Konferenz der Vorsteher der Umweltschutzämter der Schweiz (KVU) hat ein Merkblatt zur Melde- und Bewilligungspflicht herausgegeben.

Unter dieser Internetadresse finden Sie weitere Hinweise zum Umgang mit Tankanlagen und wassergefährdenden Flüssigkeiten.

Abbattimento polveri/fumi da combustione (10-2018)

Questione:

in allegato trovi una raccomandazione della VSA del 2015 concernente i filtri per il particolato fine prodotto dai riscaldamenti a legna, raccomandazione applicabile per analogia anche ai ristoranti, in particolare alle pizzerie.

Nel documento si raccomanda di eliminare le polveri in forma secca e di non evacuarle in canalizzazione dopo il loro abbattimento per via umida.

Volevo chiederti se nel frattempo la VSA ha approfondito la questione, ad esempio suggerendo degli impianti di pretrattamento di queste acque di abbattimento dei fumi/polveri, che nel caso delle pizzerie possono davvero essere abbondanti (fuliggine, IPA, grassi, ecc.).

Risposta:

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.

Aspetti tecnici

Nella pulizia dei forni per pizza distinguiamo tre tipi di pulizia:  

  1. Forni a legna con abbattitori di polveri sottili
    Nei forni a legna con abbattitori di polveri sottili bisogna assicurarsi che le polveri filtrate siano smaltite in forma secca insieme alla normale cenere della legna e non evacuate nelle canalizzazioni. Per i forni a legna provvisti di filtro autopulente per via umida è necessario un trattamento preliminare delle acque di scarico (secondo la raccomandazione VSA «Selbstreinigende Feinstaubfilter für Holzfeuerungen» (filtri autopulenti per polveri fini per forni a legna). Il pretrattamento potrebbe avvenire in un impianto di pirolisi.
  2. Pulizia giornaliera da parte del personale d’esercizio
    Durante la pulizia giornaliera eseguita dal personale d'esercizio si producono rifiuti solidi e acque di scarico. I rifiuti solidi non devono essere smaltiti nelle canalizzazioni, ma con i rifiuti domestici. L'acqua di scarico deve essere eliminata come le acque di scarico delle cucine industriali. Quindi, in caso di acque di scarico grasse e più di 300 pasti al giorno, attraverso un separatore di grasso (v. Norma svizzera 592'000:2012).
  3. Pulizia alcalina a cura dello spazzacamino
    Durante la pulizia vengono prodotti rifiuti liquidi che non devono essere immessi nella canalizzazione. I residui secchi possono essere conferiti nei rifiuti domestici. I residui liquidi devono essere raccolti e ritirati nelle aziende spazzacamino di società di smaltimento riconosciute, quindi smaltiti a regola d'arte; in alternativa lo spazzacamino tratta i residui nella propria azienda attraverso un proprio impianto approvato per il trattamento preliminare delle acque di scarico.
    Le acque alcaline risultanti dalla pulizia dei camini e dei forni da pizza sono considerate rifiuti speciali e possono essere conferite solo ad aziende di smaltimento autorizzate a ritirare questo tipo di rifiuti. Le aziende che conferiscono rifiuti speciali per lo smaltimento devono disporre di un numero d'esercizio secondo l'Ordinanza sul traffico di rifiuti (OTRif) che può essere richiesto al servizio specializzato cantonale.

Aspetti concernenti l'esecuzione

Oltre agli aspetti tecnici, per l'esecuzione è importante anche il numero di forni da pizza presenti nel bacino imbrifero dell'impianto di depurazione e le dimensioni dell'impianto di depurazione. Compete all'autorità esecutiva tenere conto delle particolarità locali.

Basi legali:

  • OPAc, art. 10, Divieto di smaltimento dei rifiuti insieme alle acque di scarico
  • OPAc, Allegato  3.2 e allegato 3.3
  • LPAc art. 4, definizione di acque di scarico
  • LPAmb,  art. 7, Definizioni

Entfernung von Algen, Moos, Pilzen und Flechten an Aussenbauteilen (10-2018)

Frage:

Wir haben Kenntnis davon, dass bei uns im Kanton verschiedene Maler das Produkt ABBAclean und ABBAmousses zur nachhaltigen Entfernung von Algen, Moos, Pilzen und Flechten an Aussenbauteilen verwenden. Welche Massnahmen sind bei der Verwendung dieses Produkt im Freien (zum Schutze der Umwelt) zu treffen?

 

Antwort:

Bei der nachfolgenden Beantwortung Ihrer Anfrage handelt es sich um die Fachmeinung des VSA.
Wir empfehlen bei Fassadenreinigungen und deshalb auch bei der Verwendung des Produkt ABBAclean sowie
ABBAmousses, folgende Auflagen und Massnahmen einzuhalten:

Auflagen / Massnahmen

  1. Das Abwasser aus der Fassadenreinigung darf nicht versickert werden.
  2. Wo kein dichter Boden vorhanden ist, muss mit geeigneten Mitteln (Kunststofffolien, etc.) das Reinigungsabwasser aufgefangen werden
  3. Das Abwasser darf nicht in Gewässer gelangen
  4. Es muss geprüft werden wohin Schächte, Dachrinnen, etc. entwässern. Meteorwasserschächte /-     ableitungen müssen verschlossen / abgedichtet werden.
  5. Das Reinigungsabwasser muss in Absprache mit der Behörde in die Schmutzwasserkanalisation eingeleitet werden (Aufpassen bei kleinen ARA’s). Es gelten dabei die Anforderungen der GSchV Anhang 3.2

Zudem habe ich noch das Merkblatt zur Fassadenreinigung des Kantons Basel Stadt beigelegt. Dort sind praktische Hinweise zu entnehmen.

Gesetzliche Grundlagen:

  • GSchG, Art. 6 , Abs. 1
    «Es ist untersagt, Stoffe, die Wasser verunreinigen können, mittelbar oder unmittelbar in ein Gewässer einzubringen oder sie versickern zu lassen.»
  • GSchG Art. 7 Abs. 1
    «Verschmutztes Abwasser muss behandelt werden. Man darf es nur mit Bewilligung der kantonalen Behörde in ein Gewässer einleiten oder versickern lassen.»

 

Für weitere Fragen stehen wir Ihnen gerne zur Verfügung. Bitte wenden Sie sich dazu an Herrn Bruno Mancini (Tel.062 835 34 18; [email protected]).

Impianto dragante per la rimozione di sabbia e ghiaia, sostituzione trasformatore in olio (6-2018)

Questione:

Su un impianto dragante per la rimozione di sabbia e ghiaia sul lago dei Quattro Cantoni si deve rivedere/sostituire un impianto a media tensione. Il vecchio trasformatore che deve essere rimosso è un trasformatore in olio. Ci si chiede ora se l'Ufficio dell'ambiente consentirà l'installazione di un nuovo trasformatore in olio sulla nave di dragaggio o se, in osservanza dell'ordinanza sulla protezione delle acque (stato della tecnica), potrà essere richiesto un trasformatore in resina.

 

Risposta:

La seguente risposta alla vostra richiesta è un parere tecnico della VSA.

In questo caso non si può fare riferimento allo stato della tecnica. Tuttavia l'articolo 3 della LPAc "Obbligo di diligenza" recita:

Ognuno è tenuto ad usare tutta la diligenza richiesta dalle circostanze al fine di evitare effetti pregiudizievoli alle acque.

Dal punto di vista della protezione delle acque e dell'ambiente è da preferire l'impiego di un trasformatore a secco. Ad esempio un trasformatore in resina, ossia senza olio, ha il vantaggio di ridurre notevolmente il pericolo di incendio e di pericolosità per le acque. Di conseguenza i trasformatori in resina vengono impiegati in quei casi in cui, a causa della vicinanza spaziale a persone o beni di valore, non è possibile installare trasformatori pieni d'olio oppure la loro installazione richiede l'adozione di misure notevoli per la protezione antincendio, ad es. pareti tagliafuoco. Ciò rende superflui anche i dispositivi per la raccolta dell'olio. Questi trasformatori richiedono inoltre pochissima manutenzione, poiché ad esempio non si possono verificare perdite come avviene nei trasformatori con liquido e non emerge il problema dell'idrolisi dell'olio del trasformatore né la necessità di un eventuale trattamento.

Dato il raffreddamento ad aria di un trasformatore a secco, la dissipazione del calore è in genere peggiore rispetto ai trasformatori in liquido. Per questo motivo la gamma di potenza dei trasformatori a secco è in genere compresa tra 50 kVA e 40 MVA.

Trattandosi in questo caso di una sostituzione del trasformatore, diventa difficile installare un trasformatore a secco nello spazio esistente. È prima necessario chiarire l'aspetto della fattibilità tecnica. Lo spazio e la gamma di potenza devono andare bene, altrimenti non è possibile sostituire un trasformatore in olio con un trasformatore a secco.

Anche in caso di nuova costruzione è necessario chiarire la fattibilità tecnica. In caso affermativo, è opportuno utilizzare il trasformatore a secco.

Tuttavia si potrebbe prendere in considerazione anche un trasformatore con olio biodegradabile, come richiede la raccomandazione dell’Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) sulla protezione delle acque durante la costruzione e l’esercizio di impianti elettrici con liquidi nocivi (versione 2.19; AES, Aarau; 1° marzo 2006).

Basi legali:

  • Legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (Legge sulla protezione dell’ambiente, LPAmb); RS 814.01
  • Legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (Legge federale sulla protezione delle acque, LPAc); RS 814.20
  • Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) del 28 ottobre 1998; RS 814.201

 

Restiamo a completa disposizione per qualsiasi chiarimento. Rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18; [email protected]).

Wo erhalte ich weitere nützliche Informationen zum Stand der Technik?

In der Schweiz erhalten Vollzugsbehörden sowie Industrie- und Gewerbebetriebe Informationen und Hinweise für die Anwendung des Begriffs «Stand der Technik» bei der Beurteilung von Abwässern im Dokument Stand der Technik im Gewässerschutz.
Die eidgenössische Gewässerschutzverordnung (GSchV) vom 28. Oktober 1998 verlangt von den industriellen und gewerblichen Betrieben, dass sie bei den Produktionsprozessen und der Abwasserentsorgung die nach dem Stand der Technik erforderlichen Massnahmen treffen.

Für die EU-Staaten gilt die Richtlinie 96/61/EG des Rates vom 24. September 1996 (IVU-Richtlinie) über die integrierte Vermeidung und Verminderung der Umweltverschmutzung (Directive 96/61/EC – Integrated Pollution Prevention and Control – Directive IPPC).
Der Stand der Technik wird in branchenbezogenen Dokumenten oder Querschnittsdokumenten, sogenannten BREF’s (BAT Reference Documents) festgehalten.

In Deutschland sind die Anforderungen gemäss BVT (Beste Verfügbare Techniken – gleichbedeutend mit Stand der Technik), in den Anhängen der Abwasserverordnung AbwV branchenbezogen aufgeführt. Diese Verordnung soll ausdrücklich der Umsetzung der Richtlinie 96/61/EG dienen.

In Österreich gilt die AAEV, Verordnung über die Allgemeine Begrenzung von Abwasseremissionen in Fliessgewässer oder öffentliche Kanalisationen. Für viele Herkunftsbereiche ist der Stand der Technik in gesonderten Verordnungen, den AEV, abgebildet. Die Auflistung der verschiedenen AEV finden Sie im Rechtsinformationssystem des Bundeskanzleramtes.

Welche nützlichen Dokumente bestehen zum Stand der Technik?

Zielsetzung des vorliegenden Angebotes ist es, dem Benutzer Hinweise zu Dokumenten zu geben, welche für die Bestimmung des Standes der Technik nützlich sein können. Der Entscheid darüber, was zur Zeit Stand der Technik ist, liegt bei der zuständigen Vollzugsbehörde (Art. 15 GSchV).

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